Il Milan dovrebbe dare più minuti a un giovane in rampa di lancio come il classe ’92 che nelle ultime tre partite si è dimostrato pronto per la prima squadra, ponendo qualche dubbio sul senso di un acquisto costoso come quello dell’Apache.
Questa dovrebbe essere la giornata decisiva per il Milan. Adriano Galliani ha promesso di sciogliere il dubbio amletico che lo divide tra Maxi Lopez e Carlos Tevez. Ma le sensazioni che arrivano dal campo, impongono ai dirigenti rossoneri un interrogativo più che consistente: ha senso dare la caccia disperata a Tevez quando si dispone di uno Stephan El Shaarawy così? La partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Lazio farebbe propendere per il no.
La brillantezza, la velocità e la fantasia dell’ex genoano sono state ancora una volta determinanti per un Milan che spesso finisce per intasare gli spazi e andare in crisi creativa negli ultimi 20 metri, lì dove Zlatan Ibrahimovic è ancora alla ricerca del partner ideale dopo il ko di Antonio Cassano. El Shaarawy, tolto dalla naftalina nel finale del derby perso 1-0 contro l’Inter, ha dato segnali che Massimiliano Allegri non si può permettere di trascurare in un momento nel quale ha fuori anche Alexandre Pato.
El Shaarawy è stato tra i più pericolosi nel derby, ha segnato un gol contro il Novara nel match di Coppa Italia della settimana scorsa e ha cambiato la partita di domenica al Piola prendendosi anche gli applausi di un duro come Ibra. E, poi, contro la Lazio ha ispirato le azioni dei gol di Robinho e Clarence Seedorf, dando l’impressione di essere ben più maturo di quanto non si potesse aspettare da un ragazzo classe 1992 che Allegri ha sinora utilizzato il meno possibile.
Problemi di struttura muscolare, dicevano dalle parti di Milan Lab a inizio stagione. Problemi che, ad occhio, non paiono più esserci. Perché El Shaarawy in queste partite ha dato l’idea di essere già pronto, fisicamente e tatticamente. Forse, da questo punto di vista, ancor più di quel Pato che nell’ultimo periodo ha fatto infuriare parecchio lo stesso Allegri. Allora perché non puntare in modo deciso su di lui, evitando magari follie per Tevez?
Perché è giovane e i giovani fanno fatica a trovare spazio nel Milan, verrebbe da dire. Eppure, a tal proposito, è bene ricordare che Pato arrivò nel gennaio 2008 e fu inserito in pianta stabile nell’undici titolare nonostante avesse 18 anni soltanto, due in meno di El Shaarawy. Certo, il Papero sarà anche stato un fenomeno, ma fisicamente non era di certo più sviluppato dell’ex genoano. Quel Milan aveva bisogno di velocità e fantasia negli ultimi 20 metri, tanto quanto ne ha bisogno questa squadra, alla quale proprio Pato ha mancato di dare il proprio apporto troppo spesso.
E allora perché, per una volta, un giovane non potrebbe guadagnarsi uno spazio importante in maglia rossonera?Dove sta scritto che questo El Shaarawy sia inferiore all’ultima versione di Pato? Basterebbe avere un pizzico di coraggio in più e lanciare questo ragazzo. O magari, anche un altro come quell’Alexander Merkel che è tornato da poco dal Genoa. I classe ’92 che Allegri ha a disposizione non sono affatto male. Forse, basterebbe soltanto dare loro fiducia.
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